venerdì 20 agosto 2010

SAN FRANCISCO 3

Ormai non ci legge più nessuno, la nostra vacanza è finita e siamo tornate a casa.......
Mi sembra però doveroso fare la cronaca del nostro ultimo giorno, giusto per completare il nostro diario, che abbiamo sempre tenuto aggiornato quotidianamente.
Ecco a voi!

14 AGOSTO 2010

Ultimo giorno a San Francisco e ultimo giorno della nostra vacanza!
Decidiamo di visitare Haight Ashbury, il quartiere leggendario della Summer of Love, dove certe abitudini sembrano rimaste immutate.
Qui vivono ancora numerosi hippies, e anche diversi homeless, che vivono e dormono lungo la strada.















Arriviamo troppo presto, i negozi sono chiusi e il quartiere sembra ancora addormentato, così ci limitiamo a percorrere la via principale, fino al Golden Gate Park, dove prendiamo l'autobus che ci porta fino al Golden Gate Bridge.




Dopo aver scattato qualche foto decidiamo di percorrerlo, a piedi naturalmente, fino in fondo (6 km andata e ritorno).







Mentre siamo sul ponte la nebbia si dirada, il sole fa capolino tra le nuvole e in lontananza riusciamo a vedere la "downtown" di San Francisco, con i suoi grattacieli, il Bay Bridge e Alcatraz.



Ritorniamo quindi nella zona di Union Square dove facciamo una capatina da Macy's. Una commessa di origine italiana di 76 anni (ma quando vanno in pensione qui?) riconosce la nostra lingua e attacca bottone con noi. Scopriamo quindi che anche qua, come in Italia, il clima sta facendo un po' i capricci e il freddo di questi giorni è abbastanza anomalo.
Trascorriamo la serata spendendo gli ultimi dollari in un ristorante dove, per concludere la vacanza, decidiamo di mangiare "all'americana" con una sostanziosa steak.
Anche San Francisco, come New York, ci è piaciuta.
E' una città aperta, stravagante, eccentrica e disinibita, dove la realtà a volte sembra mescolarsi con la fantasia. Girare per le sue strade è come ritrovarsi in posti già conosciuti, grazie anche alla full immersion di film e telefilm a cui ci hanno sempre sottoposto.
I suoi abitanti, come del resto tutti gli Americani, sono stati per noi una piacevole scoperta: comunicativi, disponibili, anticonformisti e corretti. Pur sapendo che ci sono altri aspetti di questa società che lasciano molto a desiderare, ce ne andiamo soddisfatte per l'accoglienza ricevuta, le esperienze vissute e le sensazioni provate.
Bye bye America!

domenica 15 agosto 2010

SAN FRANCISCO 2

14 AGOSTO 2010

Questa mattina decidiamo di prendere il Cable Car per arrivare a Fisherman Wharf, dove c'è il famoso Pier 39, un vecchio molo ristrutturato e diventato una delle attrazioni turistiche più famose di San Francisco. Purtroppo però il "tram"  quando arriviamo al capolinea non funziona e noi turisti veniamo invitati a prendere un mezzo di trasporto alternativo. Decidiamo allora di raggiungere a piedi la nostra meta, effettuando delle soste lungo il percorso.


Raggiungiamo così Chinatown e girovaghiamo per le sue strade scoprendo così questo quartiere animato e colorato che sembra un angolo di Cina arrivato fin qua non si sa come.




Procedendo poi verso nord arriviamo a North Beach, il quartiere italiano che un po' ci delude perche ridotto ad una fila di ristoranti e bar che di italiano hanno solo il nome.


Una ripida salita ci permette di raggiungere "The crookedest Street", la strada più ripida del mondo, caratterizzata da una serie di tornanti creati appositamente per ridurre la pendenza e rendere più agevole la discesa delle auto.
Anche questa è diventata ormai un'attrazione turistica.


 
In un continuo saliscendi (avete presente Starsky e Hutch nel telefilm "Sulle strade di San Francisco?) arriviamo quindi fino al mare, al Pier 39, dove vive stabilmente una colonia di leoni marini che ammassati l'uno sull'altro si crogiolano al sole, quasi in posa per essere fotografati.



 









 


Qui sono in funzione numerosi tram provenienti da tutto il mondo e scopriamo che anche Milano ha contribuito ad arricchire la linea dei trasporti con uno dei suoi tram.







 
Per tornare in albergo riusciamo a prendere finalmente il cable car dal capolinea e quindi assistiamo anche al suo cambio di direzione, che avviene a mano su una piattaforma di legno girevole.





Il tram procede velocemente, suscitando le grida dei passeggeri quando si butta a capofitto giù per le ripide discese.
E finisce così la nostra prima giornata a San Francisco!

sabato 14 agosto 2010

SAN FRANCISCO

13 AGOSTO 2010
San Francisco ci aspetta, quindi partiamo in fretta da Merced perchè dobbiamo riconsegnare l'auto entro mezzogiorno all'aeroporto. Man mano che ci avviciniamo alla città il traffico diventa sempre più intenso e io devo stare attenta ad imboccare le strade giuste per non perderci nel reticolo di strade e autostrade che diventa sempre più fitto via via che ci inoltriamo in zone ad alta densità abitativa.
Quando ormai siamo vicine alla baia veniamo avvolte da una fitta coltre di nebbia che ci impedisce di vedere il sole sopra di noi e, seza quasi renderci conto, ci troviamo sul San Mateo Bridge, il lungo ponte che ci permette di raggiungere la penisola su cui è adagiata, tra le colline, la "mitica" San Francisco.
Raggiungiamo velocemente l'aeroporto, dove riconsegnamo l'auto senza problemi, e poi prendiamo un taxi per raggiungere il centro, e più precisamente Powell Street, vicinissima ad Union Square, il centro vitale della città dove si trova il nostro albergo che, come tutte le precedenti sistemazioni, non ci delude: siamo proprio sulla via dove passa il Cable car, il pittoresco tram che è diventato uno dei simboli della città, e dalle nostre camere, situate all'ottavo e al decimo piano, possiamo godere di una bella vista.






Subito facciamo un giro per le vie del centro rabbrividendo per il freddo, e per riscaldarci un po' entriamo ed usciamo dai negozi dove ci scappa anche qualche acquisto.







Nel tardo pomeriggio la nebbia comincia ad avvolgere nuovamente la città e gli edifici più alti sono visibili solo parzialmente dando un aspetto inconsistente a tutto ciò che sta intorno a noi.
Che strano! Abbiamo iniziato questo viaggio lamentandoci del caldo e ora invece siamo qui a lamentarci per il freddo.....

venerdì 13 agosto 2010

YOSEMITE 2

12 AGOSTO 2010

L'unica che ha sentito gli orsi questa notte è stata Giusi, che si è alzata alle 2:00 per andare in bagno, con Graziella che faceva la sentinella sulla porta della tenda, posizionata per nostra fortuna proprio di fianco alle "restroom".
Il rumore, a suo dire, era quello di qualcuno che rovistava nei cassonetti di metallo, probabilmente per procurarsi del cibo.
Che gli orsi siano venuti a farci visita ne abbiamo avuto la conferma quando, il mattino, vicino alle nostre tende notiamo dei segni di trambusto: sedie capovolte, asciugamani buttati per terra.....
Comunque, al di là del "russare" di qualcuno, abbiamo dormito proprio bene, anche meglio di altre notti in cui eravamo sistemate più comodamente, forse perchè il posto è così tranquillo, silenzioso e rilassante.....
Come ormai d'abitudine, ci muoviamo presto per evitare il traffico, sempre presente, nelle ore di maggior afflusso nel Parco.
Arriviamo a Glacier Point, un vero e proprio balcone roccioso che domina la vallata di Yosemite e dove ci aspetta un panorama mozzafiato. Di fronte a noi le Yosemite Falls, ormai ridotte ad un rigagnolo, mentre sullo sfondo si delineano maestose le cime della Sierra Nevada, tra cui spicca, come sempre, l'imponente Half Dome.


Yosemite Valley
Yosemite Falls


Ancora l'Half Dome



Ci dirigiamo poi verso l'uscita sud del Parco per visitare Mariposa Grove, che ospita sequoie giganti molto antiche, come il Grizzly Giant, tuttora in piedi dopo 2700 anni. Per vederlo è nacessario percorrere un loop di 3 km, che permette di passare in mezzo a numerosi altri "giganti".



 











Proseguiamo il nostro viaggio verso Merced, dove trascorriamo la notte in attesa di partire per San Francisco, dove riconsegneremo la nostra "gloriosa" auto, che ci ha accompagnate per circa 4.000 km.

giovedì 12 agosto 2010

YOSEMITE

10 AGOSTO 2010

Anche questa mattina ci alziamo presto perchè vogliamo fare un giro nei dintorni prima di lasciare Mammoth. Prendiamo l'auto e dopo pochi km raggiungiamo una zona ricca di laghi e frequentata da un sacco di pescatori. 
Facciamo alcune soste per goderci il paesaggio e poi ci avviamo verso Yosemite entrando dalla Tioga Road. 



 
In breve raggiungiamo il Tioga Pass e poi la verdeggiante prateria di Tuolomne Meadow, dove ci fermiamo per ammirare le cupole granitiche delle montagne che delimitano la zona, tra cui spicca in lontananza l'Half Dome.





I km. da percorrere non sono tanti, ma ci fermiamo spesso perchè ad ogni angolo c'è qualcosa da scoprire: oltre all' Half Dome, simbolo del Parco, il Tenaya Lake, il Capitan, mito di ogni arrampicatore, il Merced River.....
 


Il Capitan
 











Anche stavolta non posso fare a meno di pensare che qui è tutto moltiplicato per2, per 3, per 4, per 10........dai paesaggi al bicchiere di coca cola o di caffè, dalle strade agli alberi giganteschi, dalle automobili alla taglia delle persone!
Arriviamo al Curry Village che è ancora presto, ma facciamo il check-in, anche se dobbiamo passare più tardi a ritirare le chiavi. Prendiamo allora lo shuttle che ci porta a Yosemite Village, dove facciamo quattro passi e visitiamo il museo dedicato alla vita e alla cultura degli Indiani Paiute che abitavano questa zona prima dell'arrivo dei coloni europei. 
Sono ormai le 5:00 quando decidiamo di ritirare le chiavi della nostra casetta, perchè questa volta di casetta si tratta, anchè se è composta da una semplice tenda fissata su un basamento di legno, con tanto di porta, e all'interno 2 letti oltre ad uno scaffale munito di cassaforte.










martedì 10 agosto 2010

MAMMOTH LAKES

9 AGOSTO 2010

Finalmente una giornata senza nuvole e senza pioggia!
Dopo la solita colazione (abbondante per qualcuno e sobria per qualcun altro) partiamo alla volta di Mammoth Lakes, distante poco più di 300 km.
Anche questa è una tappa di trasferimento, che ci porterà alle porte dello Yosemite, il Parco che visiteremo nei prossimi giorni e l'ultimo in programma prima di San Francisco.

La strada che percorriamo è un lungo nastro d'asfalto che attraversa dapprima il deserto, poi si alza di quota raggiungendo valichi montani a 2.200 metri d'altezza dove i rari arbusti lasciano finalmente il posto agli alberi. Entriamo così in California e in men che non si dica raggiungiamo Mammoth Lakes, adagiata ai piedi delle montagne e importante stazione sciistica durante l'inverno, ma anche località molto animata in estate.


Trascorriamo il pomeriggio girando un po' per i negozi e meravigliandoci di quanto i prezzi di calzature e capi d'abbigliamento siano più convenienti rispetto ai nostri, poi prendiamo il trolley per raggiungere il centro del paese dove facciamo quattro passi, ma fa freddo e così decidiamo di ritornare alla nostra magione.

 










Domani mattina perlustreremo un po' la zona....

lunedì 9 agosto 2010

BEATTY

8 AGOSTO 2010


Il nostro motel a Springdale
Anche questa mattina ci alziamo sotto la pioggia, che per fortuna non dura a lungo e ci permette di caricare i bagagli senza dover ricorrere all'ombrello.
Lasciamo il nostro motel e iniziamo la lunga tappa di trasferimento (440 km.) che ci porterà a Beatty, in Nevada, sulla strada per Yosemite.




Il viaggio non è pesante, perchè il traffico è quasi inesistente e la guida tranquilla, visto che l'auto fa tutto da sola.....o quasi!
Dopo 250 km di strada giungiamo ancora nei pressi di Las Vegas, e in lontananza riconosciamo i suoi immensi alberghi, poi procediamo verso nord attraversando una landa desolata che dà già l'idea di che cosa può essere la Death Valley, nei cui pressi ci troviamo, ma che non abbiamo alcuna intenzione di visitare, viste le condizioni estreme che la caratterizzano (zona arida e desertica dove la temperatura supera costantemente i 40° all'ombra, che per sfortuna non c'è).

La strada che percorriamo....
con tanto di camper che traina un'auto








                                     


il deserto del Nevada


Dobbiamo tirare indietro di un'ora i nostri orologi, perchè c'è un cambio di fuso e quindi arriviamo a Beatty prestissimo, ma nonostante il check-in sia alla 3:00 ci assegnano lo stesso due delle solite anonime camere della catena Motel 6, non troppo grandi, ma impeccabili. Del resto  per 44 € a notte per camera non ci possiamo lamentare!
Beatty è un paese senza grande fascino "in the middle of nowhere", tra le montagne che dominano la valle
Pur essendo a ridosso della frontiera con la California, si trova in Nevada e quindi vi sono diversi casinò frequentati dai truckers di passaggio.
Il caldo tutto sommato è meno asfissiante di quanto ci aspettavamo, anche perchè il luogo è ventilato.
Domani ripartiremo per Mammoth Lakes.