martedì 10 agosto 2010

MAMMOTH LAKES

9 AGOSTO 2010

Finalmente una giornata senza nuvole e senza pioggia!
Dopo la solita colazione (abbondante per qualcuno e sobria per qualcun altro) partiamo alla volta di Mammoth Lakes, distante poco più di 300 km.
Anche questa è una tappa di trasferimento, che ci porterà alle porte dello Yosemite, il Parco che visiteremo nei prossimi giorni e l'ultimo in programma prima di San Francisco.

La strada che percorriamo è un lungo nastro d'asfalto che attraversa dapprima il deserto, poi si alza di quota raggiungendo valichi montani a 2.200 metri d'altezza dove i rari arbusti lasciano finalmente il posto agli alberi. Entriamo così in California e in men che non si dica raggiungiamo Mammoth Lakes, adagiata ai piedi delle montagne e importante stazione sciistica durante l'inverno, ma anche località molto animata in estate.


Trascorriamo il pomeriggio girando un po' per i negozi e meravigliandoci di quanto i prezzi di calzature e capi d'abbigliamento siano più convenienti rispetto ai nostri, poi prendiamo il trolley per raggiungere il centro del paese dove facciamo quattro passi, ma fa freddo e così decidiamo di ritornare alla nostra magione.

 










Domani mattina perlustreremo un po' la zona....

lunedì 9 agosto 2010

BEATTY

8 AGOSTO 2010


Il nostro motel a Springdale
Anche questa mattina ci alziamo sotto la pioggia, che per fortuna non dura a lungo e ci permette di caricare i bagagli senza dover ricorrere all'ombrello.
Lasciamo il nostro motel e iniziamo la lunga tappa di trasferimento (440 km.) che ci porterà a Beatty, in Nevada, sulla strada per Yosemite.




Il viaggio non è pesante, perchè il traffico è quasi inesistente e la guida tranquilla, visto che l'auto fa tutto da sola.....o quasi!
Dopo 250 km di strada giungiamo ancora nei pressi di Las Vegas, e in lontananza riconosciamo i suoi immensi alberghi, poi procediamo verso nord attraversando una landa desolata che dà già l'idea di che cosa può essere la Death Valley, nei cui pressi ci troviamo, ma che non abbiamo alcuna intenzione di visitare, viste le condizioni estreme che la caratterizzano (zona arida e desertica dove la temperatura supera costantemente i 40° all'ombra, che per sfortuna non c'è).

La strada che percorriamo....
con tanto di camper che traina un'auto








                                     


il deserto del Nevada


Dobbiamo tirare indietro di un'ora i nostri orologi, perchè c'è un cambio di fuso e quindi arriviamo a Beatty prestissimo, ma nonostante il check-in sia alla 3:00 ci assegnano lo stesso due delle solite anonime camere della catena Motel 6, non troppo grandi, ma impeccabili. Del resto  per 44 € a notte per camera non ci possiamo lamentare!
Beatty è un paese senza grande fascino "in the middle of nowhere", tra le montagne che dominano la valle
Pur essendo a ridosso della frontiera con la California, si trova in Nevada e quindi vi sono diversi casinò frequentati dai truckers di passaggio.
Il caldo tutto sommato è meno asfissiante di quanto ci aspettavamo, anche perchè il luogo è ventilato.
Domani ripartiremo per Mammoth Lakes.

domenica 8 agosto 2010

ZION

7 AGOSTO 2010

Qui ormai la pioggia, come le rocce, è diventata una costante!
Questa mattina la sveglia è alle 6:30, ma non appena mi alzo e apro la porta il temporale incombe minaccioso su di noi e ci costringe a modificare i nostri piani. Un'oretta di lampi, tuoni e pioggia a dirotto e poi il tutto finisce e noi ci avviamo verso la fermata dello shuttle che ci porterà all'interno del Parco, dove faremo anche colazione.


Non è che il tempo si sia messo al bello, ma almeno non piove! Lo shuttle è l'unico mezzo di trasporto permesso all'interno di Zion e naturalmente le sue corse sono frequenti. Infatti non attendiamo molto per salire su questo mezzo di locomozione con tanto di rimorchio, guidato da una ranger che, mentre guida, dà un sacco di informazioni sulla formazione di queste montagne che incombono maestose sulla valle, indicandone i nomi di origine biblica (Zion infatti significa Sion) dati dai pioneri mormoni.

Mentre negli altri Parchi i visitatori scoprono i canyons dall'alto, qua accade il contrario: si comincia ammirando le bellezze in fondo alla gola e poi si risale.


Mentre facciamo colazione nell'elegante Zion Lodge ricomincia a piovere e allora decidiamo di scendere all'ultima fermata dello shuttle e percorrere il Riverside Walk, un sentiero che costeggia il Virgin River. 









Se ci fosse stato bel tempo avremmo continuato a camminare nel letto del fiume, con i piedi in ammollo, ma sarà per la prossima volta!
Naturalmente camminiamo con l'ombrello aperto e arrivate in fondo al sentiero vediamo che qualche coraggioso riesce a spingersi oltre. 









Io e Giusi ci togliamo la soddisfazione di mettere i piedi nell'acqua e poi tutte insieme riprendiamo la via del ritorno, fermandoci a fotografare uno scoiattolo che sembra mettersi in posa per noi sperando forse di poter ottenere qualcosa in cambio, ma qui è severamente proibito dar da mangiare agli animali, pena una multa salata.






Ritorniamo quindi a Springdale, paese in cui alloggiamo e tra una siesta e una passeggiata tiriamo sera.
Qui è facile scambiare quattro chiacchiere con la gente. Molti conoscono l'Italia perchè ci sono già stati e spesso abbozzano anche qualche parola d'italiano. 
A noi piace sentirci dire: "Have a good day, ladies"


e con la pioggia

Zion col sole.....

sabato 7 agosto 2010

BRYCE CANYON

6 AGOSTO 2010

Mamma mia, che spettacolo!
Sto parlando di Bryce, il parco che abbiamo visitato questa mattina e che ci ha lasciate senza parole....C'è da riempirsi gli occhi e il cuore!
Altro che Grand Canyon!
In realtà non è un canyon, ma un altopiano calcareo dove l'erosione ha creato pinnacoli, chiamati hoodoos, dalle forme dentellate e dai colori sorprendenti.


 









venerdì 6 agosto 2010

TROPIC

5 AGOSTO 2010

Il maltempo ci perseguita! Dopo una notte di temporali, con tanto di tuoni e lampi, questa mattina ci alziamo ancora sotto un cielo plumbeo, che minaccia pioggia.
Partiamo quindi per Tropic, percorrendo una delle più belle Scenic Byways degli Stati Uniti, una strada piena di curve, che sale e scende, attraversando boschi di pini e poi di betulle, fiancheggia ardite falesie e ad un certo punto percorre una cresta vertiginosa in mezzo al vuoto.


Siamo a 3.000 m. d'altezza....
Uno dei numerosi canyon








La strada sotto di noi

Altro temporale in arrivo...









Nella mia veste di navigatore scruto con attenzione la strada e ciò che ci circonda, controllando meticolosamente il percorso sulla cartina ed è proprio mentre assolvo a questo compito che, ad un certo punto, vedo tra gli alberi del bosco un daino che ci osserva immobile!
Intanto il sole comincia ad aprirsi un varco tra le nuvole e a poco a poco il tempo migliora decisamente.
Arriviamo a Tropic poco dopo mezzogiorno e davanti al nostro motel notiamo un'insegna che attira la nostra attenzione: THE PIZZA PLACE! Lasciamo i bagagli in camera e in men che non si dica varchiamo le porte di questo ristorante, dove ordiniamo 3 pizze e 1 piatto di pasta, ma ci arrivano invece 3 piatti di pasta e 1 pizza.
Io e Giusi, anche se ammutolite, soprassediamo e accettiamo il cambio di buon grado, ma alla fine la cameriera riconosce il suo errore e non ci fa pagare i 2 piatti che ci ha portato per sbaglio.
Sti Americani! 
Decidiamo di trascorrere il pomeriggio riposandoci e rilassandoci nel giardino del nostro motel, che non ha nulla da invidiare a quello di ieri.

Tipico edificio di Tropic
La nostra camera d'albergo














Un saluto affettuoso a tutti coloro che ci seguono!



giovedì 5 agosto 2010

CANYOLANDS

4 AGOSTO 2010

Questa mattina partiamo presto perchè abbiamo 260 km. da percorrere e prima di arrivare a Torrey, nostra meta finale, vogliamo visitare il Parco Nazionale di Canyolands, un'immensa distesa rocciosa scolpita dagli agenti atmosferici e attraversata da due imponenti canyons dove scorrono il Colorado e il Green River. Il Parco è diviso in tre sezioni e noi visitiamo la più accessibile, Island in the Sky, seguendo una strada panoramica e fermandoci ai vari view points che ci permettono di vedere dall'alto il territorio estremamente selvaggio che si stende sotto di noi, caratterizzato da pinnacoli e formazioni rocciose che ricordano castelli medievali.





Non contente, decidiamo anche di visitare il Dead Horse Point State Park che si trova sulla strada e termina su un promontorio che si affaccia sull'onnipresente Colorado. Proprio qui è stata girata la scena finale del film Thelma & Louise, che tutte noi ricordiamo con emozione...





Ripartiamo quindi alla volta di Torrey: Giusi si mette alla guida e io, cartina alla mano, faccio da navigatore.

Attraversiamo terre sconfinate, senza nessun segno di vita umana, tra paesaggi desertici che mutano continuamente, finchè arriviamo alla verdeggiante oasi di Fruita, sulle rive del Freemont River, dove vive una comunità di mormoni.






Qui ci fermiamo ad osservare alcune incisioni rupestri indiane sulle falesie, risalenti a un migliaio di anni fa.






Siamo ormai vicine a Torrey, che raggiungiamo in pochi minuti e dove alloggiamo nel grazioso Capitol Reef Inn & Cafè, le cui camere arredate con gusto in stile indiano sono davvero piacevoli e accoglienti.

martedì 3 agosto 2010

ANCORA ARCHES

3 AGOSTO 2010

Questa mattina ci alziamo prima del solito per fare un'altra escursione all'interno del Parco degli Arches.
Il nostro obiettivo è quello di raggiungere il Landscape Arch e poi, se ne abbiamo voglia, di arrivare fino al Double O.
Oltre agli archi di pietra (ce ne sono più di 2000) nel Parco ci sono altre incredibili formazioni : roccioni sospesi, pinnacoli, falesie rossastre.... che noi ammiriamo dalla strada nelle prime luci del mattino.

Three Gossips
Balanced Rock














Arriviamo poi a Devil's Garden, dove parcheggiamo l'auto e imbocchiamo il trail che in poco più di 40 minuti ci porta alla base del Landscape, uno degli archi naturali più lunghi del mondo, che riusciamo a immortalare nella sua luce migliore.

Inizio del sentiero
Landscape Arch













Decidiamo poi di procedere per un altro km e mezzo fino al Double O.
Il sentiero non è banale, in alcuni tratti bisogna camminare su un ripido crinale roccioso non adatto a chi soffre di vertigini, ma noi, determinate, arriviamo a destinazione.










Double O


Una breve sosta alla base dei 2 archi posti uno sopra l'altro a formare un otto e poi prendiamo la via del ritorno, quando ormai il caldo è già diventato soffocante.
Arriviamo alla nostra auto che è già mezzogiorno e dopo una sosta al supermercato per fare rifornimenti alimentari ci chiudiamo in camera dove attacchiamo il condizionatore che ci dà un po' di refrigerio.