domenica 8 dicembre 2013

In montagna....con vista mare!

Data della gita:27 novembre 2013

Percorso di 13,7 km: Camogli - San Rocco - Sentiero delle Batterie - Valico Costa del Termine - San Fruttuoso - Base Zero - Prato - Portofino

Salita: m.760
Discesa: m.760

Accetto l'invito di alcuni amici per un'escursione in Liguria da effettuarsi in settimana.
Con tutto questo freddo.....l'idea di uscire dai "soliti schemi" non mi dispiace per niente anzi....mi entusiasma.
Oltretutto mi propongono uno dei pochi percorsi che non ho mai avuto l'occasione di fare: la traversata Camogli-Portofino seguendo il Sentiero attrezzato delle Batterie.
Una bella camminata!
E poi.....contrariamente al solito.....utilizzeremo il treno per arrivare a destinazione e, anche se dovrò alzarmi prestissimo, apprezzo la scelta.

Esco di casa, tutta imbacuccata, che sono solo le 5:45......buio pesto....ravvivato solo dal biancore luccicante dello spesso strato di brina che ricopre ogni cosa, segno che la temperatura è scesa ben sotto lo zero.
Alla stazione del mio paese prendo il "passante" che mi porta a Rogoredo, dove incontro gli altri, con i quali salgo sul "Regionale" che, senza cambi e in poco più di due ore, ci porta a Camogli.

Il sentiero parte nei pressi della Stazione e imbocca subito una ripida scalinata di circa 900 gradini, che ci deposita nel piccolo borgo di San Rocco.
Qui sappiamo dell'esistenza di una panetteria che pare produca un'ottima focaccia ma....proprio in questi giorni, il negozio è chiuso.....per ferie!
Pazienza....
Dopo aver oltrepassato la Chiesa prendiamo la deviazione per Le Batterie, che altro non sono che resti di bunker utilizzati nel corso della Seconda Guerra Mondiale, e....in prossimità del Passo del Bacio, iniziano le catene, che aiutano a superare alcuni passaggi su roccia, intervallati da tratti un po' sconnessi, in un susseguirsi di saliscendi.
Tutto il sentiero è un balcone che si affaccia sui versanti ripidi e accidentati che scendono a picco verso il mare e offre una magnifica vista sui promontori e le calette sottostanti.
Ogni tanto ci fermiamo incuriositi dalla vegetazione del luogo e cerchiamo di indovinare i nomi di piante e arbusti da noi poco diffusi.
Ma gli alberi che ci stuzzicano di più sono i corbezzoli.....o cornizzoli.....come li chiama qualcuno suscitando le nostre benevoli risate, dai quali raccogliamo i frutti più maturi per assaggiarli....e ne restiamo conquistati.

La risalita al Valico della Costa del Termine è bella ripida ma, tutto sommato, breve e una volta giunti al Passo, dopo una mini-sosta, iniziamo la discesa nel fitto bosco di sempreverdi, che porta a San Fruttuoso.
Qui....chi tra di noi cerca un ristorante per consumare il pranzo resta deluso....è tutto chiuso....e anche chi pensa di raggiungere Portofino in battello....deve ricredersi...quest'oggi nessun servizio!
Beh....è comprensibile....è mercoledì e in giro ci sono solo 4 gatti....oltre a noi!
Sono quasi le due quando ci sediamo sulla spiaggia per mangiare un boccone e dopo una mezz'oretta siamo pronti a ripartire.
Ci aspetta un'altra bella salita per salire a Base O, dove le nostre fatiche finiscono perchè, anche se ci aspetta ancora un'oretta di cammino il percorso, seppur con altri su e giù, diventa più rilassato.

Arriviamo in una Portofino deserta, con le luci incerte del crepuscolo che indugiano ancora all'orizzonte....
E' l'ora del giorno che preferisco.
Ci attardiamo infreddoliti lungo le vie che contornano il porticciolo, in attesa dell'autobus che ci porterà a S.Margherita, dove prenderemo il treno per il ritorno.

Mentre mi incammino verso casa.....anche le strade del paese in cui abito sono deserte a quest'ora......penso ad altre possibili mete, a ridosso del mare, che ci aiutino ad allentare, di tanto in tanto, la morsa del freddo.

Ho ancora nelle narici il profumo di salsedine, di timo, di rosmarino e in bocca il sapore dei corbezzoli....
Con me hanno camminato: Franca, Franco B., Franco N., Lino, Marco, Mario e Pino

https://www.youtube.com/watch?v=FSMh5eeTkoI











































































Al Rifugio Nicola m.1870...neve, neve e ancora neve....

Data della gita: 24 novembre 2013

Percorso: Giro parzialmente ad anello di 12,467 km: Moggio, Vecchio Rifugio Casari, Piani di Artavaggio, Rif. Nicola, Rif. Cazzaniga, Vecchio Rifugio Casari, Moggio

Salita: m.1076
Discesa: m.1052

C'è un sacco di neve in giro....anche a bassa quota....e, non sapendo dove andare, propongo una "classica", su un tracciato sicuro e conosciuto, in un posto dove non mi stanco mai di andare, soprattutto in inverno, quando tutto assume un fascino e un'attrazione particolare. 

Partiamo presto da Moggio, in Valsassina, e già all'inizio del sentiero cominciamo a pestar neve, che diventa sempre più abbondante via via che saliamo.
Il percorso è ben tracciato e ogni tanto sembra quasi di camminare in trincea, tanto sono alti i muretti di neve che delimitano i nostri passi.
Il tempo, contrariamente alle nostre aspettative, è splendido e arrivati ai Piani di Artavaggio, ci accoglie un tiepido sole, pronto a riscadare i nostri muscoli intirizziti.
La luce è abbagliante e lo spettacolo entusiasmante, come sempre!
Eccolo là il Sodadura.....inconfondibile e rassicurante, maestoso e accogliente, austero e impassibile....
Ripercorro le sue creste con i ricordi di vecchie salite, soffermando lo sguardo nei punti che più mi hanno messo alla prova....

Giunti in prossimità del Rifugio Sassi Castelli il manto nevoso diventa cedevole e dobbiamo calzare le ciaspole.....almeno non le abbiamo portate per niente!
Oggi non siamo in molti ad essere arrivati fin quassù e il Rifugio Nicola è quasi vuoto, mentre il Cazzaniga è addirittura chiuso!
Ci soffermiamo giusto il tempo per la sosta pranzo e poi iniziamo la discesa che porta sul versante della Casera Campelli per ricongiungersi al sentiero di salita nei pressi dell'Ex Rifugio Casari.

In alcuni punti abbandoniamo la traccia, troppo stretta e angusta per le nostre ciaspole e spesso, tra uno scivolone e l'altro, sprofondiamo nella neve, che qui è davvero tanta.
Ogni tanto ci giriamo per guardare i disegni che hanno lasciato le nostre orme, in questo paesaggio immacolato....di bianco vestito....un abito da cerimonia....quasi fosse un'ccasione speciale.
Un paesaggio che riesce a far rinascere in me la voglia di bianco.....

Arrivati al vecchio Rifugio togliamo finalmente le nostre pesanti e ingombranti sotto-scarpe e scendiamo verso valle, cercando di evitare rovinosi ruzzoloni.

Giunti in una zona aperta....decidiamo di liberare i "ragazzi" che sono dentro di noi, giocando a lanciarci innocue palle di neve....che non sempre riusciamo a evitare.
Forse saremo ridicoli agli occhi di chi ci guarda.....ma ci divertiamo!

Torniamo alle auto, rammaricandoci di quanto si siano accorciate le giornate in questo periodo.
Ma in fondo non si può avere tutto e oggi....abbiamo già avuto abbastanza!

Con me hanno camminato: Esilde, Franca,Franco, Marica e Pino